‭02 5656 7 51‬ info@stefanoscattini.com

INFORTUNI PER CONTATTO DIRETTO

Dai dati forniti dall’INAIL, nel periodo 2002 – 2012 sono avvenuti 168 infortuni mortali per contatto elettrico diretto. Più di un infortunio mortale al mese.

Se la maggior parte (62%) avviene nei cantieri, nel settore manifatturiero sono avvenuti circa 24 infortuni, ovvero un infortunio mortale ogni sei mesi.

I dati mostrano che gli infortuni sono riconducibili più a prassi scorrette che a mancata formazione. È il caso, ad esempio, di lavoratori che effettuano opera di manutenzione o installazione su impianti senza aver preventivamente verificato l’assenza di alimentazione degli elementi su cui intervengono.

Altro errore procedurale diffuso si riscontra nel mancato coordinamento tra l’infortunato ed i colleghi che nel frattempo stanno svolgendo un’attività di supporto.

Nel 35% degli avvenimenti infortunistici, infatti, si è rilevato anche il malfunzionamento o la mancanza di dispositivi di protezione dell’impianto su cui si opera (es. il mancato intervento dell’interruttore differenziale o l’assenza di protezioni fisse o mobili atte ad impedire il contatto con parti normalmente attive), oppure l’inadeguatezza della segnaletica di avverti- mento sulla presenza di elementi sotto tensione.

Infine nel 30% dei casi si riscontra anche un problema legato ai DPI (scarpe, guanti, casco e utensili isolanti) o perché non forniti dal datore di lavoro o perché non adoperati dal lavoratore o perché non conformi.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO ELETTRICO

La valutazione del rischio elettrico è un obbligo di legge stabilito dall’art. 80 del D.Lgs. 81/2008 “Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro”.

Nel caso di mancanza di conformità degli impianti elettrici determina una condizione di rischio per i lavoratori inaccettabile, pertanto sarebbe inutile procedere con la valutazione del rischio elettrico.

CONFORMITÀ DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

Per accertare la conformità degli impianti elettrici si devono verificare i seguenti documenti:

A. NUOVI IMPIANTI

  1. Dichiarazione di Conformità dell’impianto elettrico, con attestazione di collaudo dello stesso;
  2. Visura camerale della ditta che ha redatto la dichiarazione di conformità, in cui nell’oggetto sociale ci sia la realizzazione degli impianti elettrici;
  3. Progetto dell’impianto elettrico. Il progetto è sempre necessario (art. 5 del DM 37/2008), con le seguenti distinzioni:
    • il progetto è redatto da un professionista competente iscritto agli albi nel caso di “impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere” (art. 1, comma 2, lettera a) del DM 37/2008);
    • negli altri casi, il progetto è redatto, in alternativa, dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
  4. Istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate.

ATTENZIONE: il progetto è sempre obbligatorio in caso di nuova realizzazione, trasformazione o ampliamento. Il progetto non è necessario solo in caso di manutenzione straordinaria.

B. RIFACIMENTO PARZIALE DI IMPIANTI

In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la dichiarazione di conformità, e l’attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell’opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell’intero impianto. Nella dichiarazione di conformità e nel progetto, è espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell’impianto (art. 7, comma 3 del DM 37/2008).

C. IMPIANTI PER CUI NON È DISPONIBILE LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ – DIRI DICHIARAZIONE DI RISPONDENZA

Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale documento è sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del DM 37/2008

  • da una dichiarazione di rispondenza – DIRI, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità,
  • ovvero, per gli impianti per cui non serve un professionista, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa installatrice di impianti elettrici.

QUALI SONO GLI ALLEGATI OBBLIGATORI ALLA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ

Gli allegati obbligatori della dichiarazione di conformità sono:

  1. Progetto/schema impianto (timbrato e firmato in originale dal responsabile tecnico della ditta impiantista in caso di impianto ordinario, da un professionista iscritto all’albo negli altri casi)
  2. Relazione con tipologia dei materiali (timbrato e firmato in originale dal titolare della ditta impiantista)
  3. Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali (anche in fotocopia, ma dello stesso periodo della data della dichiarazione di conformità – vedi primo quesito)
  4. Eventualmente anche il riferimento ad altre dichiarazioni di conformità precedenti o parziali esistenti e, se il caso, certificati di collaudo, CPI ecc.

Gli allegati devono essere tutti timbrati e firmati in originale dal titolare della ditta. Il progetto deve essere firmato dal responsabile tecnico della ditta o da un professionista iscritto all’albo per le specifiche competenze per impianti come da paragrafo seguente.

PROGETTAZIONE: QUANDO SERVE UN PROFESSIONISTA ISCRITTO ALL’ALBO

Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento, di:

  • impianti elettrici,
  • impianti di protezione contro le scariche atmosferiche,
  • impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere

è redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi:

  1. per tutte le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq;
  2. impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici, per i quali è obbligatorio il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA resa dagli alimentatori;
  3. relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando:
    • le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione,
    • le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW,
    • la superficie superi i 200 mq;
  4. impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a:
    • normativa specifica del CEI,
    • in caso di locali adibiti ad uso medico
    • o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio,
    • nonché per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 mc;
  5. impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione;

In tutti gli altri casi, compresi gli impianti elettrici di cantiere, il progetto può essere redatto dal responsabile tecnico dell’impresa.

Come previsto dall’art. 7 comma 2 del DM 37/08, nei casi in cui il progetto è redatto dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

In questo caso il progetto è costituito almeno dallo schema dell’impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d’opera.

PROTEZIONE DALLE SCARICHE ATMOSFERICHE

L’articolo 84 del D.Lgs 81/2008 prevede

Protezioni dai fulmini . “Il datore di lavoro provvede affinché gli edifici, gli impianti, le strutture, le attrezzature, siano protetti dagli effetti dei fulmini realizzati secondo le norme tecniche.

Per ottemperare a questo requisito deve essere presente una valutazione del rischio fulminazione redatta da un professionista iscritto all’albo, secondo i requisiti della norma CEI EN 62305-2

DENUNCIA DELL’IMPIANTO DI TERRA

La guida tecnica dell’INAIL indica:

Entro 30 giorni dal momento in cui viene rilasciata la dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico di messa a terra e di dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche per:

  • nuovo impianto,
  • ampliamento,
  • trasformazione,

il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità rilasciata dall’installatore all’unità operativa territoriale INAIL competente.

Denuncia impianti in zone ATEX

Per gli impianti installati in zone classificate a rischio esplosione, l’omologazione degli stessi si ha con l’effettuazione della prima verifica, la quale dev’essere espletata dall’ASL o dall’ARPA.

VERIFICA DELL’IMPIANTO DI MESSA A TERRA

La verifica dell’impianto di messa a terra non rientra tra le attività di manutenzione. È un obbligo previsto dal DPR 462/2001.

L’elenco degli organismi abilitati si trova sul sito del Ministero dello sviluppo economico:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/component/content/article?id=2018869

Gli organismi di verifica degli impianti di terra devono essere accreditati (certificati) da Accredia secondo la norma ISO 17020. Fino al 31.12.2018 è valido il precedente accreditamento rilasciato dal Ministero dello sviluppo economico.

MANUTENZIONE DEGLI IMPIANTI ELETTRICI

L’impianto elettrico richiede regolari controlli e manutenzione al fine di mantello in efficienza, in base ad un piano di manutenzione redatto in funzione di quanto previsto nel progetto dell’impianto elettrico e nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature.

Come minimo va fatto un controllo visivo e una verifica strumentale della funzionalità degli interruttori magnetotermici differenziali almeno una volta all’anno.

I controlli e le manutenzioni devono essere registrati in un rapportino redatto dall’elettricista.

LAVORI SU IMPIANTI ELETTRICI

Le norme tecniche considerano lavori elettrici anche quelli eseguiti in prossimità di parti in tensione accessibili e quelli eseguiti su parti attive messe fuori tensione e in sicurezza.

La CEI 11/27 del 2014 individua le seguenti responsabilità e professionalità.

DATORE DI LAVORO URI (Unità responsabile dell’impianto): Persona o unità Designata alla responsabilità per garantire l’esercizio sicuro di un impianto elettrico durante il normale esercizio. In pratica è il Datore di lavoro o il proprietario dell’impianto che ha il solo compito di esercire l’impianto durante l’attività produttiva e di programmare la manutenzione come richiesto dal DLgs 81/2008.

RESPONSABILE DELL’IMPIANTO RI: Persona responsabile, durante l’attività di lavoro, della sicurezza dell’impianto elettrico

In pratica quando si deve eseguire un lavoro che coinvolge l’impianto elettrico, URI deve nominare un RI che ha la responsabilità della messa in sicurezza dell’impianto per tutta la durata dei lavori.

UNITÀ RESPONSABILE DELLA REALIZZAZIONE DEL LAVORO URL: Normalmente nei lavori complessi e con Imprese strutturate.

PREPOSTO AI LAVORI PL: Persona preposta alla conduzione dell’attività lavorativa sul posto di lavoro. Il Preposto ai lavori ha la responsabilità della sicurezza nell’esecuzione del lavoro, ha il compito di coordinare l’attività degli addetti, compreso il controllo dell’uso dei DPI.

PERSONA ESPERTA PES: Persona formata, in possesso di specifica istruzione ed esperienza tali da consentirle di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.

PERSONA AVVERTITA PAV: Persona formata, adeguatamente istruita in relazione alle circostanze contingenti, da Persone Esperte, per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare.

PERSONA COMUNE (PEC)

Persona non Esperta e non Avvertita nel campo delle attività elettriche

PERSONA IDONEA ai lavori sotto Tensione PEI: Persona Esperta o Avvertita che ha le conoscenze teorico/pratiche richieste per i lavori sotto tensione in Bassa Tensione.

Il LAVORO SOTTO TENSIONE in Bassa Tensione può essere eseguito solo da Persona Idonea (PEI)

COME SI APPLICA IN PRATICA LA CEI 11/27

Nel caso di lavori semplici, in piccole organizzazioni, una sola persona può assumere più ruoli. Ad esempio:

  • Il titolare che chiama l’elettricista è l’URI
  • L’elettricista assume i ruoli di RI, URL e PL in quanto esegue le manovre per mettere in sicurezza l’impianto ed esegue il lavoro di manutenzione e deve avere la qualifica di PES.

Nel caso in cui l’azienda abbia i propri elettricisti, l’applicazione della norma diventa più complessa.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 22 ottobre 2001, n. 462

Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi.

Vigente al: 11-3-2018

Capo I – Disposizioni generali

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

… omissis …

E m a n a il seguente regolamento:

Art. 1. – Ambito di applicazione

  1. Il presente regolamento disciplina i procedimenti relativi alle

installazioni ed ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, agli impianti elettrici di messa a terra e agli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione collocati nei luoghi di lavoro.

  1. … omissis …

Capo II – Impianti elettrici di messa a terra e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche

Art. 2. – Messa in esercizio e omologazione dell’impianto

  1. La messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra

e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente. La dichiarazione di conformità equivale a tutti gli effetti ad omologazione dell’impianto.

  1. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il

datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ISPESL ed all’ASL o all’ARPA territorialmente competenti.

  1. Nei comuni singoli o associati ove e’ stato attivato lo

sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di cui al comma 2 e’ presentata allo stesso.

… omissis …

Art. 4. – Verifiche periodiche – Soggetti abilitati

  1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni cinque anni, ad esclusione di quelli installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è biennale.
  2. Per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all’ASL o all’ARPA o ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI.
  3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.
  4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.

Capo III – Impianti in luoghi con pericolo di esplosione

Art. 5. – Messa in esercizio e omologazione

  1. La messa in esercizio degli impianti in luoghi con pericolo di esplosione non può essere effettuata prima della verifica di conformità rilasciata al datore di lavoro ai sensi del comma 2.
  2. Tale verifica è effettuata dallo stesso installatore dell’impianto, il quale rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente.
  3. Entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell’impianto, il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’ASL o all’ARPA territorialmente competenti.
  4. L’omologazione è effettuata dalle ASL o dall’ARPA competenti per territorio, che effettuano la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente di tutti gli impianti denunciati.
  5. Nei comuni singoli o associati ove e’ stato attivato lo sportello unico per le attività produttive la dichiarazione di cui al comma 3 è presentata allo sportello.
  6. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.

Art. 6. – Verifiche periodiche – Soggetti abilitati

  1. Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni due anni.
  2. Per l’effettuazione della verifica, il datore di lavoro si rivolge all’ASL o all’ARPA od ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa tecnica europea UNI CEI.
  3. Il soggetto che ha eseguito la verifica periodica rilascia il relativo verbale al datore di lavoro che deve conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.
  4. Le verifiche sono onerose e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.

Capo IV – Disposizioni comuni ai capi precedenti

Art. 7. – Verifiche straordinarie

  1. Le verifiche straordinarie sono effettuate dall’ASL o dall’ARPA o dagli organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa europea UNI CEI.
  2. Le verifiche straordinarie sono, comunque, effettuate nei casi di:a) esito negativo della verifica periodica;b) modifica sostanziale dell’impianto;c) richiesta del datore del lavoro.

Art. 8. – Variazioni relative agli impianti

  1. Il datore di lavoro comunica tempestivamente all’ufficio competente per territorio dell’ISPESL e alle ASL o alle ARPA competenti per territorio la cessazione dell’esercizio, le modifiche sostanziali preponderanti e il trasferimento o spostamento degli impianti.

… omissis …

( NOTA

Esempi di modifiche sostanziali

Ampliamento significativo dell’impianto di processo (introduzione di un a nuova unità produttiva);

2) Variazione di processo che comporti modifiche nell’impianto elettrico, ad esempio:

modifica della qualifica di una zona (da zona 1o 2 a zona 0 e da zona 2 a zona 1 e analogamente da zona 21 o 22 a zona 20 e da zona 22 a zona 21);
introduzione di sostanza del gruppo II C (idrogeno, acetilene, solfuro di carbonio, ecc.) che determini zone con pericolo di esplosione (zone 0 – 1 – 2), con conseguente necessità di adeguamento dell’impianto elettrico;
introduzione di sostanza con classe di temperatura più elevata, che determini zone con pericolo di esplosione (come 0 – 1 – 2, 20 – 21 – 22), con conseguente necessità di adeguamento dell’impianto elettrico;
estensione di una zona esistente (0 – 1 – 2– 20 – 21 – 22), che comporti adeguamento dell’impianto elettrico.
)

Decreto Legislativo 81 del 2008

… omissis …

TITOLO III – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO E DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE

CAPO III – IMPIANTI E APPARECCHIATURE ELETTRICHE

Articolo 80 – Obblighi del datore di lavoro

1 Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione ed, in particolare, da quelli derivanti da:

a) contatti elettrici diretti;

b) contatti elettrici indiretti;

c) innesco e propagazione di incendi e di ustioni dovuti a sovratemperature pericolose, archi elettrici e radiazioni;

d) innesco di esplosioni;

e) fulminazione diretta ed indiretta;

f) sovratensioni;

g) altre condizioni di guasto ragionevolmente prevedibili.

2 A tale fine il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi di cui al precedente comma 1, tenendo in considerazione:

a) le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, ivi comprese eventuali interferenze;

b) i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;

c) tutte le condizioni di esercizio prevedibili.

3 A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi presenti, ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro ed a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto con l’adozione delle misure di cui al comma 1.

3-bis. Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.

… omissis …

TITOLO XI – PROTEZIONE DA ATMOSFERE ESPLOSIVE CAPO I – DISPOSIZIONI GENERALI

Articolo 287 – Campo di applicazione

1 Il presente Titolo prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive come definite all’articolo 288 (Ai fini del presente Titolo, si intende per: «atmosfera esplosiva» una miscela con l’aria, a condizioni atmosferiche, di sostanze infiammabili allo stato di gas, vapori, nebbie o polveri in cui, dopo accensione, la combustione si propaga nell’insieme della miscela incombusta.).

2 Il presente Titolo si applica anche nei lavori in sotterraneo ove è presente un’area con atmosfere esplosive, oppure è prevedibile, sulla base di indagini geologiche, che tale area si possa formare nell’ambiente.

3 Il presente Titolo non si applica:

a)  alle aree utilizzate direttamente per le cure mediche dei pazienti, nel corso di esse;
b)  all’uso di apparecchi a gas di cui al decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 661;
c)  alla produzione, alla manipolazione, all’uso, allo stoccaggio ed al trasporto di esplosivi o di sostanze chimicamente instabili;
d)  alle industrie estrattive a cui si applica il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624;
e)  all’impiego di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale e aereo per i quali si applicano le pertinenti disposizioni di accordi internazionali tra i quali il Regolamento per il trasporto delle sostanze pericolose sul Reno (ADNR), l’Accordo Europeo relativo al trasporto internazionale di merci pericolose per vie navigabili interne (ADN), l’Organizzazione per l’Aviazione civile internazionale (ICAO), l’Organizzazione marittima internazionale (IMO), nonché la normativa comunitaria che incorpora i predetti accordi. Il presente Titolo si applica invece ai veicoli destinati ad essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva.

ALLEGATO XLIX DLgs 81-2008 CLASSIFICAZIONE DELLE AREE A RISCHIO DI ESPLOSIONE

Zona 0

Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapore o nebbia.
Zona 1

Area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva, consistente in una miscela di aria e di sostanze infiammabili sotto forma di gas, vapori o nebbia,è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.

Zona 20

Area in cui è presente in permanenza o per lunghi periodi o frequentemente un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria.
Zona 21
Area in cui la formazione di un’atmosfera esplosiva sotto forma di nube di polvere combustibile nell’aria, è probabile che avvenga occasionalmente durante le normali attività.

DECRETO 22 gennaio 2008, n. 37

Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies,

comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante

riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione

degli impianti all’interno degli edifici.

Vigente al: 11-3-2018

… omissis …

Art. 1. Ambito di applicazione

1 Il presente decreto si applica agli impianti posti al servizio

degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto e’ connesso a reti di distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura.

2 Gli impianti di cui al comma 1 sono classificati come segue:

a) impianti di produzione, trasformazione, trasporto,

distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, nonché gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;

b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli impianti

elettronici in genere;

c) impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di

condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e delle condense, e di ventilazione ed aerazione dei locali;

d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;

e) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di

qualsiasi tipo, comprese le opere di evacuazione dei prodotti della combustione e ventilazione ed aerazione dei locali;

f) impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di

ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;

g) impianti di protezione antincendio.

3 Gli impianti o parti di impianto che sono soggetti a requisiti

di sicurezza prescritti in attuazione della normativa comunitaria, ovvero di normativa specifica, non sono disciplinati, per tali aspetti, dalle disposizioni del presente decreto.

Art. 2. Definizioni relative agli impianti

1 Ai fini del presente decreto si intende per:

a) punto di consegna delle forniture: il punto in cui l’azienda

fornitrice o distributrice rende disponibile all’utente l’energia elettrica, il gas naturale o diverso, l’acqua, ovvero il punto di immissione del combustibile nel deposito collocato, anche mediante comodato, presso l’utente;

b) potenza impegnata: il valore maggiore tra la potenza impegnata

contrattualmente con l’eventuale fornitore di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati;

c) uffici tecnici interni: strutture costituite da risorse umane

e strumentali preposte all’impiantistica, alla realizzazione degli impianti aziendali ed alla loro manutenzione i cui responsabili posseggono i requisiti tecnico-professionali previsti dall’articolo 4;

d) ordinaria manutenzione: gli interventi finalizzati a contenere

il degrado normale d’uso, nonché a far fronte ad eventi accidentali che comportano la necessita’ di primi interventi, che comunque non modificano la struttura dell’impianto su cui si interviene o la sua destinazione d’uso secondo le prescrizioni previste dalla normativa tecnica vigente e dal libretto di uso e manutenzione del costruttore;

e) impianti di produzione, trasformazione, trasporto,

distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica: i circuiti di alimentazione degli apparecchi utilizzatori e delle prese a spina con esclusione degli equipaggiamenti elettrici delle macchine, degli utensili, degli apparecchi elettrici in genere. Nell’ambito degli impianti elettrici rientrano anche quelli di autoproduzione di energia fino a 20 kW nominale, gli impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere, nonché quelli posti all’esterno di edifici se gli stessi sono collegati, anche solo funzionalmente, agli edifici;

f) impianti radiotelevisivi ed elettronici: le componenti

impiantistiche necessarie alla trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei dati, anche relativi agli impianti di sicurezza, ad installazione fissa alimentati a tensione inferiore a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente continua, mentre le componenti alimentate a tensione superiore, nonché i sistemi di protezione contro le sovratensioni sono da ritenersi appartenenti all’impianto elettrico; ai fini dell’autorizzazione, dell’installazione e degli ampliamenti degli impianti telefonici e di telecomunicazione interni collegati alla rete pubblica, si applica la normativa specifica vigente;

g) impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas:

l’insieme delle tubazioni, dei serbatoi e dei loro accessori, dal punto di consegna del gas, anche in forma liquida, fino agli apparecchi utilizzatori, l’installazione ed i collegamenti dei medesimi, le predisposizioni edili e meccaniche per l’aerazione e la ventilazione dei locali in cui deve essere installato l’impianto, le predisposizioni edili e meccaniche per lo scarico all’esterno dei prodotti della combustione;

h) impianti di protezione antincendio: gli impianti di

alimentazione di idranti, gli impianti di estinzione di tipo automatico e manuale nonché gli impianti di rilevazione di gas, di fumo e d’incendio;

i) CEI: Comitato Elettrotecnico Italiano;.

l) UNI: Ente Nazionale Italiano di Unificazione.

Art. 3. Imprese abilitate

1 Le imprese, iscritte nel registro delle imprese di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 1995, n. 581 e successive modificazioni, di seguito registro delle imprese, o nell’Albo provinciale delle imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, di seguito albo delle imprese artigiane, sono abilitate all’esercizio delle attività di cui all’articolo 1, se l’imprenditore individuale o il legale rappresentante ovvero il responsabile tecnico da essi preposto con atto formale, e’ in possesso dei requisiti professionali di cui all’articolo 4.

2 Il responsabile tecnico di cui al comma 1 svolge tale funzione

per una sola impresa e la qualifica e’ incompatibile con ogni altra attività continuativa.

3 Le imprese che intendono esercitare le attività relative agli

impianti di cui all’articolo 1 presentano la dichiarazione di inizio attività, ai sensi dell’articolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni, indicando specificatamente per quali lettera e quale voce, di quelle elencate nel medesimo articolo 1, comma 2, intendono esercitare l’attività e dichiarano, altresì, il possesso dei requisiti tecnico-professionali di cui all’articolo 4, richiesti per i lavori da realizzare.

4 Le imprese artigiane presentano la dichiarazione di cui al

comma 3, unitamente alla domanda d’iscrizione all’albo delle imprese artigiane per la verifica del possesso dei prescritti requisiti tecnico-professionali e il conseguente riconoscimento della qualifica artigiana. Le altre imprese presentano la dichiarazione di cui al comma 3, unitamente alla domanda di iscrizione, presso l’ufficio del registro delle imprese.

5 Le imprese non installatrici, che dispongono di uffici tecnici

interni sono autorizzate all’installazione, alla trasformazione, all’ampliamento e alla manutenzione degli impianti, relativi esclusivamente alle proprie strutture interne e nei limiti della tipologia di lavori per i quali il responsabile possiede i requisiti previsti all’articolo 4.

6 Le imprese, di cui ai commi 1, 3, 4 e 5, alle quali sono stati

riconosciuti i requisiti tecnico-professionali, hanno diritto ad un certificato di riconoscimento, secondo i modelli approvati con decreto del Ministro dell’industria del commercio e dell’artigianato dell’11 giugno 1992. Il certificato è rilasciato dalle competenti commissioni provinciali per l’artigianato, di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443, e successive modificazioni, o dalle competenti camere di commercio, di cui alla legge 29 dicembre 1993, n. 580, e successive modificazioni.

Art. 4. Requisiti tecnico-professionali

1 I requisiti tecnico-professionali sono, in alternativa, uno dei seguenti:

a) diploma di laurea in materia tecnica specifica conseguito presso una università statale o legalmente riconosciuta;

((a-bis) diploma di tecnico superiore previsto dalle linee guida di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 gennaio 2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 dell’11 aprile 2008, conseguito in esito ai percorsi relativi alle figure nazionali definite dall’allegato A, area 1 – efficienza energetica, al decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 7 settembre 2011));

b) diploma o qualifica conseguita al termine di scuola secondaria del secondo ciclo con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all’articolo 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, seguiti da un periodo di inserimento, di almeno due anni continuativi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d) e’ di un anno;

c) titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno quattro anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore. Il periodo di inserimento per le attività di cui all’articolo 1, comma 2, lettera d) e’ di due anni;

d) prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell’operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualita’ di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all’articolo 1.

2 I periodi di inserimento di cui alle lettere b) e c) e le prestazioni lavorative di cui alla lettera d) del comma 1 possono svolgersi anche in forma di collaborazione tecnica continuativa nell’ambito dell’impresa da parte del titolare, dei soci e dei collaboratori familiari. Si considerano, altresì, in possesso dei requisiti tecnico-professionali ai sensi dell’articolo 4 il titolare dell’impresa, i soci ed i collaboratori familiari che hanno svolto attività di collaborazione tecnica continuativa nell’ambito di imprese abilitate del settore per un periodo non inferiore a sei anni. Per le attività di cui alla lettera d) dell’articolo 1, comma 2, tale periodo non può essere inferiore a quattro anni.

Art. 5. Progettazione degli impianti

1 Per l’installazione, la trasformazione e l’ampliamento degli

impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), d), e), g), e’ redatto un progetto. Fatta salva l’osservanza delle normative più rigorose in materia di progettazione, nei casi indicati al comma 2, il progetto e’ redatto da un professionista iscritto negli albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta mentre, negli altri casi, il progetto, come specificato all’articolo 7, comma 2, e’ redatto, in alternativa, dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.

2 Il progetto per l’installazione, trasformazione e ampliamento,

e’ redatto da un professionista iscritto agli albi professionali secondo le specifiche competenze tecniche richieste, nei seguenti casi:

a) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte

le utenze condominiali e per utenze domestiche di singole unita’ abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o per utenze domestiche di singole unita’ abitative di superficie superiore a 400 mq;

b) impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a

catodo freddo, collegati ad impianti elettrici, per i quali e’ obbligatorio il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di 1200 VA resa dagli alimentatori;

c) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), relativi

agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a 1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione aventi potenza impegnata superiore a 6 kW o qualora la superficie superi i 200 mq;

d) impianti elettrici relativi ad unita’ immobiliari provviste,

anche solo parzialmente, di ambienti soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio, nonché per gli impianti di protezione da scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 mc;

e) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), relativi

agli impianti elettronici in genere quando coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione;

f) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), dotati di

canne fumarie collettive ramificate, nonché impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o superiore a 40.000 frigorie/ora;

g) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e), relativi

alla distribuzione e l’utilizzazione di gas combustibili con portata termica superiore a 50 kwW o dotati di canne fumarie collettive ramificate, o impianti relativi a gas medicali per uso ospedaliero e simili, compreso lo stoccaggio;

h) impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), se sono

inseriti in un’attivitaà soggetta al rilascio del certificato prevenzione incendi e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4 o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a 10.

3 I progetti degli impianti sono elaborati secondo la regola

dell’arte. I progetti elaborati in conformità alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano redatti secondo la regola dell’arte.

4 I progetti contengono almeno gli schemi dell’impianto e i

disegni planimetrici nonché una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell’installazione, della trasformazione o dell’ampliamento dell’impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare e alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. Nei luoghi a maggior rischio di incendio e in quelli con pericoli di esplosione, particolare attenzione e’ posta nella scelta dei materiali e componenti da utilizzare nel rispetto della specifica normativa tecnica vigente.

5 Se l’impianto a base di progetto e’ variato in corso d’opera, il

progetto presentato e’ integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti, alle quali, oltre che al progetto, l’installatore e’ tenuto a fare riferimento nella dichiarazione di conformità.

6 Il progetto, di cui al comma 2, e’ depositato presso lo

sportello unico per l’edilizia del comune in cui deve essere realizzato l’impianto nei termini previsti all’articolo 11.

Art. 6. Realizzazione ed installazione degli impianti

1 Le imprese realizzano gli impianti secondo la regola dell’arte,

in conformità alla normativa vigente e sono responsabili della corretta esecuzione degli stessi. Gli impianti realizzati in conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo, si considerano eseguiti secondo la regola dell’arte.

2 Con riferimento alle attività produttive, si applicano le norme

generali di sicurezza di cui all’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 marzo 1989 e le relative modificazioni.

3 Gli impianti elettrici nelle unita’ immobiliari ad uso abitativo

realizzati prima del 13 marzo 1990 si considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.

Art. 7. Dichiarazione di conformità

1 Al termine dei lavori, previa effettuazione delle verifiche

previste dalla normativa vigente, comprese quelle di funzionalità dell’impianto, l’impresa installatrice rilascia al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all’articolo 6. Di tale dichiarazione, resa sulla base del modello di cui all’allegato I, fanno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati, nonché il progetto di cui all’articolo 5.

2 Nei casi in cui il progetto e’ redatto dal responsabile tecnico

dell’impresa installatrice l’elaborato tecnico e’ costituito almeno dallo schema dell’impianto da realizzare, inteso come descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d’opera.

3 In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto, la

dichiarazione di conformità, e l’attestazione di collaudo ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell’opera di rifacimento, ma tengono conto della sicurezza e funzionalità dell’intero impianto. Nella dichiarazione di cui al comma 1 e nel progetto di cui all’articolo 5, e’ espressamente indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell’impianto.

4 La dichiarazione di conformità e’ rilasciata anche dai

responsabili degli uffici tecnici interni delle imprese non installatrici di cui all’articolo 3, comma 3, secondo il modello di cui all’allegato II del presente decreto.

5 Il contenuto dei modelli di cui agli allegati I e II può essere

modificato o integrato con decreto ministeriale per esigenze di aggiornamento di natura tecnica.

6 Nel caso in cui la dichiarazione di conformità prevista dal

presente articolo, salvo quanto previsto all’articolo 15, non sia stata prodotta o non sia più reperibile, tale atto e’ sostituito – per gli impianti eseguiti prima dell’entrata in vigore del presente decreto – da una dichiarazione di rispondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, in esito a sopralluogo ed accertamenti, ovvero, per gli impianti non ricadenti nel campo di applicazione dell’articolo 5, comma 2, da un soggetto che ricopre, da almeno 5 anni, il ruolo di responsabile tecnico di un’impresa abilitata di cui all’articolo 3, operante nel settore impiantistico a cui si riferisce la dichiarazione.

Art. 8. Obblighi del committente o del proprietario

1 Il committente e’ tenuto ad affidare i lavori di installazione,

di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione straordinaria degli impianti indicati all’articolo 1, comma 2, ad imprese abilitate ai sensi dell’articolo 3.

2 Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per

conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate. Resta ferma la responsabilità delle aziende fornitrici o distributrici, per le parti dell’impianto e delle relative componenti tecniche da loro installate o gestite.

3 Il committente entro 30 giorni dall’allacciamento di una nuova

fornitura di gas, energia elettrica, acqua, negli edifici di qualsiasi destinazione d’uso, consegna al distributore o al venditore copia della dichiarazione di conformità dell’impianto, resa secondo l’allegato I, esclusi i relativi allegati obbligatori, o copia della dichiarazione di rispondenza prevista dall’articolo 7, comma 6. La medesima documentazione e’ consegnata nel caso di richiesta di aumento di potenza impegnata a seguito di interventi sull’impianto, o di un aumento di potenza che senza interventi sull’impianto determina il raggiungimento dei livelli di potenza impegnata di cui all’articolo 5, comma 2 o comunque, per gli impianti elettrici, la potenza di 6 kW.

4 Le prescrizioni di cui al comma 3 si applicano in tutti i casi

di richiesta di nuova fornitura e di variazione della portata termica di gas.

5 Fatti salvi i provvedimenti da parte delle autorità competenti,

decorso il termine di cui al comma 3 senza che sia prodotta la dichiarazione di conformità di cui all’articolo 7, comma 1, il fornitore o il distributore di gas, energia elettrica o acqua, previo congruo avviso, sospende la fornitura.

Art. 9. Certificato di agibilità

1 Il certificato di agibilità e’ rilasciato dalle autorità

competenti previa acquisizione della dichiarazione di conformità di cui all’articolo 7, nonché del certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.

Art. 10. Manutenzione degli impianti

1 La manutenzione ordinaria degli impianti di cui all’articolo 1

non comporta la redazione del progetto ne’ il rilascio dell’attestazione di collaudo, ne’ l’osservanza dell’obbligo di cui all’articolo 8, comma 1, fatto salvo il disposto del successivo comma 3.

2 Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e

dell’attestazione di collaudo le installazioni per apparecchi per usi domestici e la fornitura provvisoria di energia elettrica per gli impianti di cantiere e similari, fermo restando l’obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità.

3 Per la manutenzione degli impianti di ascensori e montacarichi

in servizio privato si applica il decreto del Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162 e le altre disposizioni specifiche.

Art. 11. Deposito presso lo sportello unico per l’edilizia del progetto, della dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo.

1 Per il rifacimento o l’installazione di nuovi impianti di cui

all’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), d), e), g) ed h), relativi ad edifici per i quali e’ gia’ stato rilasciato il certificato di agibilità, fermi restando gli obblighi di acquisizione di atti di assenso comunque denominati, l’impresa installatrice deposita, entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l’edilizia, di cui all’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 del comune ove ha sede l’impianto, la dichiarazione di conformita’ ed il progetto redatto ai sensi dell’articolo 5, o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto dalle norme vigenti.

2 Per le opere di installazione, di trasformazione e di

ampliamento di impianti che sono connesse ad interventi edilizi subordinati a permesso di costruire ovvero a denuncia di inizio di attività, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, il soggetto titolare del permesso di costruire o il oggetto che ha presentato la denuncia di inizio di attività deposita il progetto degli impianti da realizzare presso lo sportello unico per l’edilizia del comune ove deve essere realizzato l’intervento, contestualmente al progetto edilizio.

3 Lo sportello unico di cui all’articolo 5 del decreto del

Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, inoltra copia della dichiarazione di conformità alla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto, che provvede ai conseguenti riscontri con le risultanze del registro delle imprese o dell’albo provinciale delle imprese artigiane, alle contestazioni e notificazioni, a norma dell’articolo 14 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e successive modificazioni, delle eventuali violazioni accertate, ed alla irrogazione delle sanzioni pecuniarie ai sensi degli articoli 20, comma 1, e 42, comma 1, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

Art. 12. Contenuto del cartello informativo

1 All’inizio dei lavori per la costruzione o ristrutturazione

dell’edificio contenente gli impianti di cui all’articolo 1 l’impresa installatrice affigge un cartello da cui risultino i propri dati identificativi, se e’ prevista la redazione del progetto da parte dei soggetti indicati all’articolo 5, comma 2, il nome del progettista dell’impianto o degli impianti.

Art. 13.

((ARTICOLO ABROGATO DAL D.L. 25 GIUGNO 2008, N. 112, CONVERTITO,

CON MODIFICAZIONI, DALLA L. 6 AGOSTO 2008, N. 133))

Art. 14. Finanziamento dell’attività di normazione tecnica

… omissis …

Art. 15. Sanzioni

1 Alle violazioni degli obblighi derivanti dall’articolo 7 del

presente decreto si applicano le sanzioni amministrative da euro 100,00 ad euro 1.000,00 con riferimento all’entità e complessità dell’impianto, al grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione.

2 Alle violazioni degli altri obblighi derivanti dal presente

decreto si applicano le sanzioni amministrative da euro 1.000,00 ad euro 10.000,00 con riferimento all’entità e complessità dell’impianto, al grado di pericolosità ed alle altre circostanze obiettive e soggettive della violazione.

3 Le violazioni comunque accertate, anche attraverso verifica, a

carico delle imprese installatrici sono comunicate alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, che provvede all’annotazione nell’albo provinciale delle imprese artigiane o nel registro delle imprese in cui l’impresa inadempiente risulta iscritta, mediante apposito verbale.

4 La violazione reiterata tre volte delle norme relative alla

sicurezza degli impianti da parte delle imprese abilitate comporta altresì, in casi di particolare gravita’, la sospensione temporanea dell’iscrizione delle medesime imprese dal registro delle imprese o dall’albo provinciale delle imprese artigiane, su proposta dei soggetti accertatori e su giudizio delle commissioni che sovrintendono alla tenuta dei registri e degli albi.

5 Alla terza violazione delle norme riguardanti la progettazione

ed i collaudi, i soggetti accertatori propongono agli ordini professionali provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi.

6 All’irrogazione delle sanzioni di cui al presente articolo

provvedono le Camere di commercio, industria, artigianato ed agricoltura.

7 Sono nulli, ai sensi dell’articolo 1418 del Codice Civile, i

patti relativi alle attività disciplinate dal presente regolamento stipulati da imprese non abilitate ai sensi dell’articolo 3, salvo il diritto al risarcimento di eventuali danni.

Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito

nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Roma, 22 gennaio 2008

Stefano Scattini

Stefano Scattini

Ingegnere Navale e Meccanico. Dopo nove anni di carriera come Ufficiale in Marina Militare si è dedicato ai sistemi di gestione.  Le principali aziende per cui ho lavorato sono: Bureau Veritas, Cartiera dell'Adda, Munksjo Paper, Smurfit Kappa, Rolls Royce, MyChef, Engie, Istituto Italiano dei Plastici, British Standard Institute, ENI, ASL Ravenna, Portovesme, Intercontinentale Carinzia Legnami. Sono auditor certificato CEPAS per qualità, ambiente e sicurezza. Sono iscritto all'AODV Associazione dei Componenti degli Organismi di Vigilanza.

Chiedi un chiarimento

7 + 14 =

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.